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L'angolo italiano della Caverna

Re Ahlsendar

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Testo originale

Ahlsendar (Il Grande Re) – Ahlsendar aveva 29 anni e viveva in un'Era Privata con sua madre quando suo padre fu ucciso. Anziché raggiungere immediatamente la città rimase nell'Era Privata, apparentemente su suggerimento di suo zio, venuto ad informare Ahlsendar della morte di suo padre. Con alcuni consiglieri che lo tenevano aggiornato, Ahlsendar rimase nell'Era Privata cercando di formulare un piano per la guerra che imperversava nella sua città. Nel frattempo suo zio, ancora membro della Gilda dei Linguisti, stava traducendo gran parte della lingua Pento e apprendendo quanto poteva su di loro.

Come si scoprì in seguito, i Giudici (con i Pento) avevano reclamato il controllo del governo D'ni dopo la morte di Koreen e cominciato a muoversi in altre Ere. Ahlsendar, dopo essere stato ragguagliato da suo zio sulle nuove informazioni, continuò ad aspettare. Alcune settimane dopo, l'attesa sembrò essere ripagata.

Alcuni rapporti riferirono che i Giudici avevano ucciso il leader dei Pento per paura che stesse diventando più potente e fuori controllo. Sfortunatamente, il leader non aveva dichiarato un erede e aveva lasciato due figli a combattere per il trono. Questo portò alla guerra civile all'interno dei Pento e ad una completa disattenzione verso gli D'ni, lasciando i Giudici a mani vuote. Inoltre le forze presenti erano disperse in altre Ere e non più fortificate nella città. La gente apparentemente sapeva che Ahlsendar che si stava nascondendo e ogni giorno che passava sentiva che le profezie stavano per realizzarsi.

"Solo la pietra, mentre essi passano al di sotto ascolta le grida di lui e conforta le paure di lei. Solo l'Arco da il benvenuto al regno del grande che ci guida". Ahlsendar, come sapevano tutti, era nato direttamente sotto l'Arco. "Un nuovo popolo, il popolo della luce, porterà grande scompiglio nell'oscurità," come essi credevano che i Pento avessero fatto. "Egli rimane nascosto, mentre un altro siede nel suo trono," era ovvio. Mentre lo attendeva, il popolo diventava sempre più desideroso di combattere per lui.

Quindici settimane dopo la morte di suo padre Ahlsendar entrò in città, per la prima volta nella sua vita, con un piccolo esercito. Veleggiò direttamente attraverso l'Arco verso il palazzo e lo reclamò con relativa facilità, dirigendo i suoi soldati e quelli che si erano uniti a lui quando lo avevano visto entrare in città. Immediatamente stabilì delle "zone sicure" e alla fine informò i Pento che intendeva trattare con il guerriero Pento Mekarr [1].

Ahlsendar accettò di aiutare Mekarr a sconfiggere suo fratello se in cambio essi fossero tornati alla loro casa pacificamente. Mekarr accettò a patto che Ahlsendar scrivesse loro un'Era ove tornare. I patti furono firmati e nel 1376, Ahlsendar guidò un esercito all'Era Pento.

Fu lì, nella Battaglia del Grande Re che Ahlsendar capeggiò la sconfitta del fratello di Mekarr, Timaue, e la vittoria totale per D'ni. Mekarr consegnò due leader dei Giudici e Ahlsendar trovò gli altri tre nella città. Tutti e cinque furono mandati in Ere Prigione (ed i Libri bruciati). Alcuni nella società avevano chiesto l'esecuzione, ma Ahlsendar si era rifiutato. Ciò nonostante, la sua cerimonia di incoronazione ebbe luogo alcune settimane dopo, e si disse, "non uno di D'ni mancò all'evento. La nostra acclamazione fu rumorosa come il tuono e il nostro orgoglio solido come l'Arco attraverso cui egli veleggiò..." [2]

Durante il suo regno, Ahlsendar scrisse un buon numero di libri di profezie ed incoraggiò il suo popolo a dimenticare la loro vecchia terra natia e a focalizzarsi sul motivo per cui erano venuti a D'ni; per ricominciare a concentrarsi sul compiacere Yahvo e prendere buone e giuste decisioni. Conoscere meglio Yahvo avrebbe dovuto essere il punto focale delle loro vite, asserì. Fu Ahlsendar che li riportò all'atteggiamento che avevano mantenuto durante il regno di Ri'neref.

Nel corso della sua vita, vi furono numerose voci riguardanti Ahlsendar e speciali capacità di collegamento. Molti testimoni affermavano che non aveva bisogno di Libri di Collegamento per andare da un posto ad un altro e molti altri che potesse collegarsi tra diversi punti di un'Era. Comunque nessuna di queste voci fu mai confermata.

C'erano apparentemente altre voci, molto più silenziose, che riguardavano Ahlsendar e il suo rapporto con la profetessa Nemiya. Sebbene sembrasse che Nemiya avesse grande rispetto per Ahlsendar, lo stesso non poteva dirsi riguardo l'opinione di Ahlsendar per Nemiya. Apparentemente il Grande Re aveva poco tempo per lei e trovava spesso i suoi consigli "folli" e "infantili" [3] quando si consultava con lei. Come risultato, sembra che Nemiya fu vista di rado con il Grande Re e relegata al ruolo di "fantoccio" per cerimonie e simili. Forse sorprendentemente, Ahlsendar si consultò di rado con altri profeti sebbene fosse in suo potere.

All'insaputa del popolo che continuava ad elogiarlo, Ahlsendar stava lavorando con le Gilde degli Scrittori e dei Guaritori su un'epidemia. Si diceva che potesse essere usata come arma biologica se mai tale azione fosse stata necessaria in futuro. Per quanto riguardava i Pento, il collegamento tra la loro Era e D'ni era ancora aperto poiché Ahlsendar insisteva nello sfruttamento delle risorse dai Pento, sebbene sembra che alcuni dei suoi associati glielo sconsigliassero.

Fu nel 1446 che Mekarr venne a Palazzo attraverso altri Libri datigli dai Giudici, ed uccise la moglie di Ahlsendar e due figli. Ahlsendar stesso uccise Mekarr in ciò che le registrazioni descrivono come una "sbalorditiva battaglia". Due giorni dopo Ahlsendar ordinò il rilascio dell'epidemia nella nuova Era Pento. Apparentemente i suoi consulenti lo sconsigliarono, ma egli richiese che i suoi ordini fossero eseguiti.

L'epidemia fu rilasciata, sebbene le registrazioni non specificano come, e l'intero popolo di Pento morì tre giorni dopo. Sfortunatamente, sembra che molti di loro compresero cosa stava accadendo e non morirono prima di essersi collegati ad un certo numero di altre Ere e di aver infettato molte altre culture. La malattia non colpì D'ni sebbene la Gilda dei Farmacisti cominciò a temere che essa potesse mutare in qualcosa che lo avrebbe fatto.

Quando il popolo divenne conscio dell'epidemia ovviamente incolpò i Pento per la devastazione, poiché non erano a conoscenza della partecipazione di Ahlsendar nell'epidemia. Tutti i Libri cui i Pento avevano avuto accesso furono raccolti per essere distrutti per sempre.

Quindi, nel 1500, Ahlsendar raccolse il suo popolo per "informarli della verità". Fu in quel discorso che disse loro che aveva creato un'epidemia e quindi ordinato il suo rilascio. Alla fine del discorso, chiese di essere rinchiuso nel Tempio del Grande Re (costruito da Ja'kreen) con tutti i Libri "infetti", oltre ai Libri che collegavano i D'ni con il loro passato (che aveva predicato loro di dimenticare completamente). Un anno dopo Ahlsendar fu chiuso nel Tempio e fu allora che le dimensioni e la forma dell'edificio assunsero significato, poiché doveva contenere un enorme ammontare di Libri.

Solath, l'erede scelto di Ahlsendar, prese temporaneamente il comando di D'ni[4] mentre il popolo aspettava il ritorno del Grande Re.

Tuttavia, passati sei mesi, le registrazioni affermano che Solath scoprì gli ultimi desideri di Ahlsendar e li lesse pubblicamente. Ahlsendar, lesse, "...Non sarebbe ritornato" e, "...il sigillo nel Tempio del Grande Re non avrebbe mai dovuto essere spezzato per nessuna ragione." Inoltre, la nota dichiarava che Solath avrebbe dovuto essere "ufficialmente designato come Re permanente". Lo shock di Solath dopo aver letto la lettera fu così convincente che si disse che l'idea che la lettera fosse un imbroglio non fu mai considerata [5].

Molti diari personali e trascrizioni governative testimoniano l'incredulità del popolo a quelle affermazioni. Solath stesso disse "...come ha potuto Egli lasciarci in questo stato..." Sebbene molte furono le richieste di spezzare il sigillo del Tempio, un ordine diretto del Grande Re era follia. Inoltre, i Libri all'interno del sigillo erano Libri infetti e, "ci sono buone ragioni per non aprirli".[6]

Così, nel 1502 il Tempio del Grande Re fu rinominato la Tomba del Grande Re, dietro ordine di Solath ed egli fu ritenuto morto. Tuttavia la maggioranza ancora credeva che egli sarebbe tornato.

  1. I due fratelli combattevano entrambi per il controllo dei Pento e Mekarr credeva fortemente che il suo popolo non dovesse più nulla ai Giudici. Suo fratello Timaue credeva il contrario
  2. Da "Il Grande Re" scritto da Leshena nel 1399
  3. "L'eredità di Nemiya" scritto da Teman nel 1609
  4. Sebbene non accadesse spesso, era possibile per un Re lasciare il trono al suo successore se desiderava andarsene per un lungo periodo di tempo
  5. Nessuna registrazione indica che la lettera fu null'altro che i veri desideri del Grande Re, ma è interessante notare che essa non fu mai ritenuta una lettera falsificata
  6. Come detto dal Gran Maestro Namis della Gilda dei Guaritori al Consiglio


Ahlsendar (The Great King) - Ahlsendar was 29 and living on a Private Age with his mother when his father was killed. Instead of immediately joining the city, he remained in the Private Age, apparently at the suggestion of his uncle, who had come to inform Ahlsendar of his father's death. With a few advisors who kept him updated, Ahlsendar stayed in the Private Age trying to formulate a plan for the war that was now raging in his city. Meanwhile his Uncle, still a member of the Guild of Linguists, was translating much of the Pento language and learning as as he could about them.

As it turned out, the Judges (with the Pento) claimed control of the D'ni government after the death of Koreen and began to move into other Ages. Ahlsendar, after being briefed by his Uncle on new information, continued to wait. A few weeks later, the waiting appeared to pay off.

Reports came back that the Judges had killed the leader of the Pento for fear he was becoming more powerful and out of control. Unfortunately, the leader had not declared an heir and had left two sons to fight for the throne. This led to civil war within the Pento and a complete lack of focus on the D'ni leaving the Judges empty handed. As well, what forces there were, were spread out to other Ages and no longer fortified in the city. The public apparently knew Ahlsendar was hidiing and with every passing day felt as though the prophecies were coming to fruition.

"Only the stone, while they pass beneath listens to his cries and comfort her fear. Only the Arch welcomes the reign of the great one who guides us." Ahlsendar, they all knew had been born directly under the Arch. "A new people, people of light, will bring great havoc to the dark," as they believed the Pento had done. "He remains hidden, while another sits in his throne," was obvious. While the public waited for him they only grew more willing to fight for him.

Fifteen weeks after the death of his father Ahlsendar entered the city, for the time in his life, with a small force. He sailed directly through the Arch to the palace and reclaimed it with relative ease while directing his soldiers and those who joined with him as they saw him enter the city. Immediately, he established "safe-zones" and eventually informed the Pento that he wished to begin negotiations with the Pento warrior Mekarr1.

Ahlsendar agreed to help Mekarr defeat his brother if, in return, they would return to their home peacefully. Mekarr agreed if Ahlsendar would write them an Age to return to. The deals were signed and in 1376, Ahlsendar led a force to the Pento Age.

It was there, in the Battle of the Great King that Ahlsendar led the defeat of Mekarr's brother Timaue and total victory for D'ni. Mekarr turned over two leaders of the Judges and Ahlsendar found the other three in the city. All five were sent to Prison Ages (and the Books burned). Some in the society had demanded execution, but Ahlsendar had refused. Pregardless, his coronation ceremony took place a few weeks later, and it was said, "not one of D'ni did not attend the event. Our cheering was as loud as thunder and our pride was solid as the Arch through which he sailed..."2

Throughout his reign, Ahlsendar wrote a good number of books of prophecies and encouraged his people to forget about their old homeland and focus on why they came to D'ni; to start again to focus on pleasing Yahvo and to make good and right decisions. To know Yahvo better should be the focus of their lives, he claimed. It was Ahlsendar who brought them back to the attitude they had maintained during the reign of Ri'neref.

During his life, there were numerous rumors abounding about Ahlsendar and special linking abilities. Numerous witnesses claimed that he did not need Linking Books to go from one place to another and numerous others claimed he could link to different spots with an Age. However none of these rumors were ever confirmed.

There were apparently other rumors, much more quiet, which dealt with Ahlsendar and his relations with the prophet Nemiya. Though it seemed Nemiya had great respect for Ahlsendar the same could not be said concerning Ahlsendar's opinion of Nemiya. Apparently, the Great King had little time for her and often found her advice "foolish" and "childish"3 when he did consult with her. As a result, it seems Nemiya was rarely seen with the Great King and relegated to "figurehead" role for ceremonies and the like. Perhaps surprisingly, Ahlsendar rarely consulted with any other prophets though he did have the choice.

Unbeknownst to the public who continued to praise him, Ahlsendar was working with the Guilds of Writers and Healers on a plague. It was said that it could be used as a biologicial weapon in case such action was ever needed in the future. As far as the Pento, the link between their Age and D'ni was still open as Ahlsendar insisted on the continuation of resources from the Pento although it appears that some of his associates advised against it.

It was in 1466, that Mekarr came to the Palace through other Books given to him by Judges, and killed Ahlsendar's wife and two sons. Ahlsendar himself killed Mekarr in what records describe as an "astounding battle". Two days later Ahlsendar ordered the release of the plague to the new Pento Age. Apparently his counselors advised against it, but he demanded his orders be carried out.

The plague was released, through records don't specify how, and the entire population of Pento died three days later. Unfortunately, it seems as though most of them realized what was happening and did not die before linking to a number of other Ages and infecting numerous other cultures. The sickness did not affect D'ni although the Guild of Chemists began to fear that it could mutate to something that would.

Once the public became aware of the plague they obviously blamed the Pento for the devastation, as they had no knowledge of the Ahlsendar's participation in the plague. All of the Books to which the Pento had had access were gathered together to be forever destroyed.

Then, in 1500, Ahlsendar gathered his people together to "inform them of the truth". It was in that speech that he told them he had created the plague and then ordered its release. At the end of the speech, he asked to be sealed into the Temple of the Great King (as built by Ja'kreen) with any "infected" Books as well as any Books that linked the D'ni to their past (as he had preached they must completely forget). A year later, Ahlsendar was sealed within the Temple and it was then that the dimensions and the shape of the buildings made sense, as it was required to hold massive amounts of Books.

Solath, Ahlsendar's chosen heir, took temporary charge of D'ni4 while the public waited for the Great King's return.

However, after six months had passed, records state that Solath uncovered the final wishes of Ahlsendar and read them publicly. Ahlsendar, he read, "...Was not to return..." and, "...for no reason, should seal on the Temple of the Great King ever be broken". In addition, the note stated that Solath should be "officially designated as permanent King". So convincing was Solath's shock upon reading the note, it was said that the thought of the note being a hoax was never considered5.

Numerous personal journals and government transcripts state the public's disbelief at the statements. Solath himself said "...for how could He leave us in such a state..." Though there were many calls to break the seal of the Temple, a direct command of the Great King was foolish. As well, the Books within the seal were infected Books and, "should not be opened for good reason".6

So, in 1502 the Temple of the Great King was renamed the Tomb of the Great King, upon orders of Solath and he was assumed dead. However most still believed he would return.

  1. The two brothers were both fighting for control of the Pento and Mekarr felt most strongly his people no longer owed the Judges anything. His brother Timaue felt the opposite
  2. From "The Great King" written by Leshena in 1399
  3. "Nemiya's Legacy" written by Teman in 1609.
  4. Though not done often, it was possible for a King to leave the throne to his successor if he wished to be gone for an extended period of time
  5. No records point to the note being anything but the true wishes of the Great King, but it is interesting to note that it was never even thought of as a fabricated note
  6. As spoken by Grand Master Namis of the Guild of Healers to the Council